Puma Bmw Ms Future Cat M1 2, Scarpe da ginnastica Unisex – Adulto Blu Blau bmw team bluebmw team blue 02

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  • Materiale esterno: Pelle
  • Fodera: Sintetico
  • Materiale suola: Tessutto
  • Chiusura: A strappo
  • Tipo di tacco: Senza tacco
  • Composizione materiale: pelle
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Il Novecento e il modernismo alpino (1917-2017)

Saggi. Storia e scienze sociali
2016, pp. XVI-658, con inseriti a colori nel testo, cartonato

ISBN: 9788868435264
€ 42,00 -15% € 35,70
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SCHEDA LIBRO
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  • Il grande affresco di Antonio De Rossi su La costruzione delle Alpi, iniziato con la pubblicazione del volume Immagini e scenari del pittoresco alpino (1773-1914), trova ora pieno compimento in questo nuovo volume dedicato al modernismo alpino (1917-2017). L’opera rappresenta un inedito sguardo sull’universo delle Alpi, indagato nel suo emergere come autonomo soggetto di storia e inteso come l’insieme delle sue componenti materiali e simboliche, delle sue «trasformazioni » e delle sue «rappresentazioni» nel corso di un processo che dal Settecento giunge fino ad oggi. Lo spazio montano è qui analizzato a partire dai due fenomeni che ne hanno occupato la scena durante il Novecento: da un lato, l’esplosione del turismo, con i suoi processi di infrastrutturazione e urbanizzazione, con l’invenzione delle stazioni invernali e dell’architettura moderna alpina, con il consumo sciistico e automobilistico della montagna e la nuova idea di salute e di organizzazione del tempo libero; dall’altro, lo spopolamento, con la dissoluzione dei modi di vivere storici e l’abbandono delle aree vallive, e con il tentativo di determinare nuove funzioni e progettualità. Al centro della scena, nella fase ascendente, l’immagine e le pratiche di quello che l’autore definisce il modernismo alpino, con la creazione di una nuova e inedita civilizzazione d’alta quota, strettamente connessa alle città fordiste della pianura, che appare configurarsi come una declinazione specifica, a partire da un luogo estremo, dei topoi della modernità. Alla fine degli anni settanta del Novecento, il modernismo conoscerà la sua fase discendente, portatrice di una crisi profonda e di una radicale rimodulazione, con l’emergere di nuove sensibilità ambientali e di una diversa idea della montagna, che porrà al centro il tema della sua patrimonializzazione.

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  • Il sommario del numero di Limes 01/17, dedicato al confronto tra Cina e Stati Uniti. Dall’offensiva anti-Pechino del presidente eletto Donald Trump, all’ambizioso progetto delle nuove vie della seta di Xi Jinping.

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    La Turchia esporta in un anno 1.600.000 tonnellate di verdura, di cui quasi un milione di tonnellate di pomodori, e 4 milioni di tonnellate di frutta. Tra i principali mercati di sbocco c'era finora proprio la Russia - che se ne serviva per un quinto della frutta e verdura consumata nel Paese - e che nei primi 10 mesi del 2015,  fino all'abbattimento del jet al confine siriano , ne ha importata per più di un miliardo di dollari.

    Il legame tra burro (od ortaggi) e cannoni, lo chiarisce d'altronde Gennady Onishchenko, ex capo degli ispettori sanitari russi, secondo il quale l'acquisto di "ogni pomodoro turco" contribuisce alla sua economia e quindi all'acquisto di missili potenzialmente sparati contro i caccia russi,  come riportato dalla BBC . Citazione non di poco conto: Onishchenko ha servito come Direttore dei Servizi per la Protezione dei Consumatori e ora è uno dei consiglieri del Primo Ministro. Nel momento in cui scattano controlli sanitari più severi è facile pensare che saranno anche fatali per le esportazioni turche.

    Rapporti tesi, ma la relazione con Mosca regge ancora

    Nel frattempo, i rapporti con Mosca sono tesi per una nuova  crisi del gas . Minsk, ritenendo troppo alti i prezzi di gas e petrolio, ha ridotto unilateralmente i pagamenti accumulando un debito sempre più grande fino a spingere i russi a ridurre le forniture. Lukashenko sembra affrontare questa sfida come una questione di orgoglio e sovranità nazionale e le trattative sono ancora in alto mare. La crisi economica ha anche indebolito l’ Unione economica euroasiatica , il progetto d’integrazione economica dell’ex mondo sovietico sponsorizzato da Mosca che non ha ancora portato alcun beneficio concreto ai suoi membri. Le aperture di Lukashenko nel favorire il disgelo nei rapporti con l’Unione Europea e Stati Uniti sembrano essere la carta che il presidente vuole giocare con il Cremlino.

    La possibilità che in Bielorussia si possa replicare quanto accaduto in Ucraina non sembra tuttavia un’ipotesi concreta. Le proteste rappresentano una reazione al disagio economico e sociale e non sono nate da un sentimento anti-russo in nome di una maggiore integrazione verso l’occidente. Il  potere di Lukashenko  è ancora ben saldo e le voci di chi ipotizzava la mano russa dietro le proteste sono poco attendibili. Sebbene non manchino i timori nell’establishment bielorusso che Mosca potesse fare leva sul sentimento di simpatia di cui gode nel paese, l’ultimo desiderio di Putin è quello di vedere il suo più stretto alleato alle prese con una crisi politica.

    L’obiettivo di Lukashenko è di salvaguardare lo status quo sia nel paese e nelle relazioni internazionali.  L’alleanza con la Russia non è in discussione  e le aperture a ovest sembrano puramente strumentali. La reazione della popolazione bielorussa è comunque nuova e le parole di Lukashenko, che ha negato duramente la riproposizione di uno scenario ucraino, delineano un certo nervosismo da parte del regime bielorusso.

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